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Piorrea: la perdita dei denti

La malattia parodontale (conosciuta anche con il nome di piorrea) costituisce una delle cause principali della perdita dei denti dopo i 30 anni. La forma più frequente colpisce fra i 40 ed i 60 anni di età, ma non è raro riscontrarla anche in pazienti più giovani. La piorrea è una patologia piuttosto invalidante, che può portare alla precoce perdita di uno o più denti; tale perdita non ha soltanto risvolti negativi sotto il profilo strettamente estetico (che peraltro in alcuni pazienti può costituire un problema serio, sul piano psicologico e lavorativo), ma anche sotto il profilo funzionale, a causa della ridotta capacità masticatoria che comporta l’assenza di alcuni elementi dentari.

Quali sono i sintomi premonitori della “PARODONTITE”?
I sintomi premonitori della parodontite ( piorrea ) sono:
  • l’infiammazione gengivale, riguardante circa il 50% degli adulti. Inizia molto spesso con il semplice sanguinamento delle gengive durante la pulizia quotidiana dei denti o durante la masticazione di cibi particolarmente duri;
  • il tumefarsi delle gengive, che diventano sempre più sensibili al contatto con lo spazzolino e con il cibo;
  • l’alitosi, cioè il fiato puzzolente e la distorsione della sensibilità gustativa;
  • l’apparente allungamento dei denti (determinato dalla retrazione delle gengive e dal riassorbimento osseo).
Quali possono essere le cause principali che favoriscono l’insorgere della “PARODONTITE”?
Le cause principali della malattia sono:
  • una cattiva igiene orale, con conseguente aumento della placca batterica che arriva ad insinuarsi sempre più in profondità, quasi a mo’ di cuneo, tra le gengive e la superficie radicolare dei denti e diviene in tal modo sempre meno raggiungibile dallo spazzolino e dal filo interdentale;
  • una predisposizione genetica, cioè un sistema immunitario non sufficientemente sviluppato e in grado di poter aggredire la flora batterica interessata;
  • il diabete mellito, se non adeguatamente compensato;
  • la cattiva abitudine al fumo.
Quali altri rischi può comportare la “PARODONTITE”, oltre la perdita dei denti?
I principali rischi correlati alla parodontite ( piorrea ) sono:
  • un’eventuale peggioramento dell’osteoporosi;
  • una maggiore predisposizione alle affezioni dell’apparato respiratorio;
  • un aumento del rischio per lo shock apoplettico;
  • un aumento del rischio per l’infarto cardiaco;
  • un aumento del rischio di parto prematuro;
  • il peggioramento del diabete mellito.
Quali e quante sono le fasi per la diagnosi e la cura della “PARODONTITE”?
Le fasi terapeutiche riguardanti la parodontite ( piorrea ) sono 4:
  • la diagnostica: attraverso il sondaggio parodontale si valuta l’entità delle tasche parodontali e di conseguenza la perdita di supporto dei denti, il grado di sanguinamento e di retrazione delle gengive, la situazione delle biforcazioni. Attraverso una serie di radiografie indorali (da diverse proiezioni) si valuta l’architettura dell’osso residuo;
  • l’etiologica: cioè la rimozione di tutti gli agenti che causano la malattia. In pratica si levigano le radici dei denti (al fine di rimuovere i tessuti necrotizzati e il tessuto di granulazione) e consentire un nuovo attacco epiteliale alla radice. Contemporaneamente si spiegano al paziente tutte le norme riguardanti la corretta igiene orale;
  • la chirurgica: dopo circa 3 mesi dalla levigatura, è essenziale rivalutare il quadro e, se necessario, correggere - con piccoli interventi chirurgici - eventuali situazioni non risolte;
  • la conservativa: è importantissimo che il paziente mantenga un costante contatto con lo specialista per il controllo preventivo di eventuali recidive della malattia.

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